UN ECOMUSEO PER GADONI ..

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Con delibera  n. 19 del 30 Settembre 2006,  il Consiglio Comunale ha approvato il “Piano di valorizzazione turistico – ambientale del territorio di Gadoni”.  All’interno del Piano sono previste tutte le attività connesse al recupero, la valorizzazione e la fruizione del nostro territorio. 

Strategicamente importante, all’interno dello stesso è l’Ecomuseo. Con l’Ecomuseo si vogliono valorizzare quelle risorse importanti per Gadoni, quali ad esempio, il centro storico del paese, il Flumendosa, la miniera di Funtana Raminosa e la foresta di Corongia, ma non solo, le attività del passato e quelle tradizionali, la cultura, la storia e le tradizioni della nostra comunità. Per arrivare a tutto questo è indispensabile il coinvolgimento di tutti, coinvolgimento che deve essere attivo e propositivo. Con la legge regionale del 14 Settembre 2006, che predispone le norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura, la Regione Sardegna, all’art.11 Capo I, riconosce, come facente parte del Sistema museale della Sardegna, l’istituzione culturale dell’ecomuseo.

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La legge recita: “l’ecomuseo è un’istituzione culturale volta a rappresentare, valorizzare e comunicare al pubblico i caratteri, il paesaggio, la memoria e l’identità di un territorio e della popolazione che vi è storicamente insediata, anche al fine di orientarne lo sviluppo futuro in una logica di sostenibilità, responsabilità e partecipazione dei soggetti pubblici e privati e della comunità in senso lato.” E dopo l’elenco dei compiti la legge continua: “Gli ecomusei svolgono il ruolo di catalizzatori 
su campalini dei processi di valorizzazione condivisa dei territori e dei loro patrimoni e delle reti di relazioni locali, attraverso il coinvolgimento delle comunità, delle istituzioni culturali e scolastiche e delle associazioni del territorio.” Visto l’iter si può affermare che il riconoscimento legislativo dell’istituto culturale ecomuseo rappresenta un passo importante nello sviluppo culturale della Sardegna perché a livello centrale è stata riconosciuta e accolta una esigenza di miglioramento proveniente dal territorio (bottom up) e perché costituisce uno strumento di gestione territoriale innovativo in quanto mobilita gli abitanti di un luogo attorno al suo sviluppo, attraverso la condivisione delle scelte e l’assunzione di responsabilità individuali e collettive nei confronti del proprio territorio, perchè favorisce la creazione di reti relazionali, e quindi lo scambio di competenze, dati, servizi tra Comuni diversi, uno dei requisiti per diventare ecomuseo, infatti, consiste proprio nell’unione progettuale tra Comuni diversi Da quanto affermato risulta evidente che la realizzazione di un ecomuseo non è un’azione semplice e lineare è piuttosto un processo complesso e reticolare, che avanza per tappe, con una velocità determinata dagli attori  del processo,  le comunità 
 locali, dalle loro motivazioni, dalla loro voglia di esercitare una cittadinanza attiva e propositiva, dalla capacità di tessere relazioni, dalla consapevolezza di poter essere autori di trasformazioni positive per la propria terra.Puntare alla realizzazione di un ecomuseo, quindi, indica la volontà di attivare un processo dinamico con il quale le comunità stringono un patto di cura con il proprio territorio provvedendo alla conservazione, interpretazione e valorizzazione del proprio patrimonio in funzione dello sviluppo sostenibile; pertanto avere un ecomuseo significa partecipare e condividere le scelte e gli impegni per la gestione delle proprie risorse.

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