| Info
: Via Umberto I°
08030 Gadoni ( Nuoro ) |
Gadoni è un paese di
1000 abitanti, situato al centro della Sardegna a circa 700 metri sul livello del mare. Posto alle pendici del
Gennargentu, in quella regione chiamata Barbagia, immerso nel verde dei Lecci secolari con il fiume Flumendosa che gli scorre a poca distanza e con la miniera di Funtana Raminosa ormai diventata museo a cielo aperto ferma li a rappresentare quasi un passato fatto di lavoro,sudore ,tragedia e pane. |
| Il nome del Gruppo Folk S. Barbara non poteva che essere legato alla miniera, S.
Barbara è infatti la protettrice
del minatore ed è per questo motivo che nel lontano 1974, anno di
fondazione di questo Gruppo si è voluto scegliere questo nome.
Furono proprio i figli di alcuni
minatori a dare il primo impulso alla creazione di questa
Associazione che ha come intento quello di riscoprire quelle che
erano le tradizioni, la vita e la storia delle nostre genti. In
quasi trent’anni tante persone hanno collaborato a questa
iniziativa, tanti hanno girato l’Europa, rappresentando questo lato
del |
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folklore Sardo, riproponendolo e facendolo rivivere.
In tutti questi anni, infatti il Gruppo Folk S. Barbara di Gadoni ha
“esportato” la cultura Sarda in molte città d’Eurpa, dalla Francia,
all’Olanda alla Svizzera. Nella scorsa stagione il Gruppo Folk
S.Barbara si è esibito a Pisa, Guardabosone (VC) e Alagna ed è stato
selezionato fra otto affermati Gruppi isolani a rappresentare la
Sardegna e i sui prodotti presso i più importanti supermercati
Carrefour di tutta la penisola, toccando città quali Roma, Pisa,
Bologna, Venezia e Milano.
In quasi trent’anni di attività tanti sono stati i giovani che che
con sacrificio hanno portato avanti il Gruppo, tanti sono anche
coloro che hanno dovuto abbandonare questa esperienza perchè partiti
in cerca di un lavoro o per dedicarsi ad altre importanti iniziative
sociali. Unico a resistere negli anni è "tiu Antoni Idda", Antonio
Deidda settant' anni,da trenta colonna sonora del gruppo.Con i loro
balli folcloristici il Gruppo si propone di far rivivere, come una
volta,i momenti di festa, dove ogni ballo ha un suo significato e ogni passo è caratteristico di quel
ballo, si va dai balli tradizionali della |
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Provincia di Nuoro come su passu Torrau e su
Dillu, sa Danza, tipica dei paesi della
Barbagia; poi ancora su Frori, su ballu a sa seria e tanti altri. Ultima in ordine di tempo è la partecipazione del Gruppo alla Festa Sarda a Biella, organizzata dal Circolo Culturale sardo "Su Nuraghe": Il lavoro del gruppo Folk S.Barbara di Gadoni si inserisce in un contesto di recupero e riproposizione delle tradizioni e delle radici della nostra terra, terra che ha vissuto e che convive tuttora con problemi e drammi da cui non è facile uscire e finchè la gente apprezzerà questo impegno e la voglia di assaporare i tempi passati, questi
ragazzi saranno lì a riproporli. |
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notizie : www.gadonionline.it
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©2008www.comunegadoni.it
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CHI SIAMO
Il gruppo folk S. Barbara nasce ufficialmente
il 4 Dicembre 1974 in occasione dei festeggiamenti in onore di S. Barbara
patrona dei minatori. Mesi prima comunque il gruppo fece qualche
apparizione.
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In oltre trent'anni, tra alti e bassi questa
Associazione è l'unica che ha operato a Gadoni in campo culturale.
Ultimamente si è andati anche oltre a quello che il solo ballo
tradizionale, organizzando mostre e convegni e cercando di coinvolgere
giovani in queste attività. |
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Puoi contattare il gruppo Folk ai
numeri oppure inviarci una mail
all'indirizzo
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CARATTERISTICHE E NOZIONI DEL COSTUME TRADIZIONALE DI GADONI
Il Gruppo Folk S. Barbara da trent'anni svolge una importante attività di
studio e di ricerca di quelle che sono le nostre tradizioni popolari e di
quello che in passato hanno rappresentato gli usi, i costumi e le tradizioni
di tempi ormai lontani.
Da questo punto di vista il 2001 verrà sicuramente ricordato come un anno
molto importante, oltre che per le varie attività svolte anche per aver
finalmente ultimato la realizzazione del tipico costume tradizionale
Gadonese.
Questa ricerca ha impegnato l'associazione per alcuni anni, la realizzazione
dello stesso infatti, è stato preceduto da un attento studio su quello che
era il tradizionale vestiario del nostro paese.
A rendere più difficile, ma allo stesso tempo più appassionante questa
ricerca è stata la quasi totale assenza di testimonianze dirette su quello
che era il costume tipico di gadoni, questo è dovuto sicuramente ad un fatto
al quanto anomalo nelle caratteristiche di questa parte della Sardegna, e
non solo. Gadoni è stato, infatti uno dei primi paesi a smettere di
indossare il costume tradizionale.
Scriveva Giuseppe Luigi De Villa nel suo " La Barbagia e i Barbaricini in
Sardegna" del 1889 : Le donne…. hanno quasi smesso il costume paesano
antico, e d'una in altra modificazione sono arrivate quasi a bandire l'albagio
casalingo per vestire di percallo o di altre stoffe leggere fornite a buon
prezzo dalla moderna industria tessile. E' però curioso che mentre le altre
donne di Barbagia hanno conservato la foggia antica di vestire, le Gadonesi,
che pur non sono più pronte alle novità, l'abbiano quasi disusata….-Più
recentemente Raimondo Bonu ( allora parroco di Gadoni) scriveva nelle sue "
Ricerche Storiche su due Paesi della Sardegna Gadoni e Tonara" del 1935.
“….Inoltre si osserva, specialmente nelle donne la tendenza a evolversi. Ciò
ha prodotto ( contrariamente ai vicini paesi di Aritzo, Belvì, Desulo
Tonara , Atzara e anche Sorgono) la completa trasformazione del vestito
muliebre…” Il costume tradizionale si conserva solo nella descrizione
fattane dal Casalis nel 1838 e in parte nell' Atlante dei Costumi Sardi del
Generale La Marmora.
Queste dichiarazioni stanno ad indicare quali difficoltà si siano incontrate
nel completamento della ricerca in assenza di testimonianze dirette. Quasi
tutto il lavoro si è quindi concentrato su quelle che erano le testimonianze
scritte che sono arrivate fino a noi, vale quindi la pena ricordare la
descrizione del Casalis nel suo ( Dizionario geografico
-storicostatistico-commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna) del
1838 e L' Atlante dei Costumi sardi del Gen. La Marmora (Voyage en Sardaigne
de 1818 à 1825, ou description statistique phisique e politique de l'le avec
des recherches sur ses productions naturelles et ses antiquites, Paris
1826).
Entrambi i testi decrivono il tradizionale costume di Gadoni in questo modo:
….Le donne usano " su sauzzu" che era una gonnella di saiale rosso ( il
saiale è praticamente uno degli incroci fondamentali del filo dell'ordito
con il filo della trama), che le vedove portavano di colore nero; " sa
fascadorgia" era un grembiale nero di panno fino, ornato con un nastro dello
stesso colore, terminava in una curva e si attaccava ai fianchi con due
gancetti; " su cipponi" o " giubbone" allacciato sul petto con maniche di
velluto verdognolo e bottoniera d'argento, ben guarnito di un nastro giallo
e rosso; la " cuffia" nera di seta o di lana e sopra un fazzoletto ritorto
come un turbante; " su cappucciu" un mantello rosso che si legava sotto il
mento e finiva a curva come il grembiale….
Gruppo Folk. S. Barbara Gadoni
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