| Ho
sempre ritenuto il gioco del calcio, come del resto tutti gli
sport un momento importante nella vita di un giovane, un
momento di crescita sociale che insegna molte regole dello
stare insieme nel rispetto reciproco.
Avrei sicuramente voluto
utilizzare questo primo spazio - notizie del sito per dare
altre informazioni, ma alla luce di quanto è accaduto in
questi ultimi giorni sento il dovere di "
replicare", in maniera serena e non polemica, a
quanti, in maniera forse un pò troppo
semplicistica, hanno posto in essere un vano tentativo di
rappresentare la nostra comunità come una zona di
frontiera inospitale e avvezza nell'"ostaggiare"
arbitri .
Non entrando in merito agli
avvenimenti puramente sportivi, che sono da condannare a
prescindere (anche se l'amaro dubbio francamente rimane), ciò
che è successo domenica 2 Marzo nel campo comunale mi fà
sentire a me ma penso a tutti i gadonesi che rappresento,
"vittima"di una ingiustizia non tanto dal punto di
vista sportivo quanto da quello umano. Succede spesso per chi
fà sport (ma anche per chi l'ha fatto in passato) di inciampare
in quelle piccole ingiustizie fatte di rigori negati, partite
perse all'ultimo minuto etc etc., ma ho sempre ritenuto che
anche questo facesse parte del gioco, una sorta di
preparazione a quello sport più difficile che è la vita e
come tale le ho sempre accettate. Quello che però non accetto
sono quelle ingiustizie perpetrate ai danni di un intera
comunità, sopratutto quando di essa non si conosce nulla.
Non accetto e ritengo
ingiusto distorcere le notizie e l'informazione colpendo basso
un intera comunità al solo scopo di fare lo scoop
giornalistico ! E quale migliore occasione quella di
descrivere una rissa di pallone infilandoci il sindaco ( e
magari anche il prete) coinvolti nel pestaggio di un arbitro
di terza categoria ?
Chi ha letto il quotidiano
all'indomani dell'incontro ha letto questo. Un paese con tutto
il suo pubblico e con a capo le sue massime rappresentanze in
campo a fare a botte con un ragazzo di diciannove anni.
Chi era in campo quella
domenica non ha visto nulla di tutto questo, ne pestaggi e ne
risse ma solo una composta e civile protesta nei confronti del
direttore di gara per una decisione che nessuno ha condiviso.
Gadoni non è il paese delle
risse e dei pestaggi è il paese dell'ospitalità.
Per poter parlare di Gadoni
lo si deve conoscere lo si deve vivere.
Da questo momento vigilerò
affinchè non si verifichino più situazioni di questo genere
situazioni che offendono un paese e chi lo vive con orgoglio.
Un saluto
Antonello Secci
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