GADONI : LA STORIA

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Gadoni apparteneva a una di quelle regioni montagnose abitata da popolazioni difficilmente controllabili, che i Romani chiamavano con il nome di Barbaria, divisa in Barbagia di Seulo, di Belvì e di Ollolai: Con i Galilensi si riunivano i fieri montanari delle due prime Barbagia e insieme esercitacano violente scorrerie nei territori ricchi e coltivati, prossime alle città romanizzate del piano. Se ne anno conferama in un documento importantissimo dell'Imperatore Ottone, dell'anno 69 d.c. Nella tavola da pranzo rinvenuta nel territorio di Esterzili, fra il Sarcidano e la Barbagia di Seulo, ora conservata nel Museo archeologico di Sassari, è riportato il decreto del magistrato Romano, il pro console L.Elvio Agrippa, il quale impose solennemente agli abitanti della montagna, specie ai galilensi, di ritirarsi dal territorio che essi
avevano invaso nel piano dei Patulcensi Campani. Dovettero quindi sotto la minaccia delle armi, più che di fronte alla maestà delle leggi Romane, obbedire agli ordini imposti e ritornare nei loro capanni.Delle loro antiche abitazioni possiamo trovare testimonianza nei ruderi ancora sparsi intorno aGadoni e denominati Bidonì, Biddiscana, Olzai e specialmente Bidda Arisone col suo ricco materiale archeologico di stovigli, di armi, anelli di maccine a mano e pezzi di ferro lavorato.Una costante tradizione popolare ne costituisce fondato un tale, pastore o lattitante che fosse, di Arzana di nome Cadoni, il quale nella prima 

metà del secolo xv, sarebbe venuto a cercare rifugio per sè e per il suo bestiame nella località detta Mammatulu, con due sbocchi di comunicazione ;primo Gennaentu, verso il Sarcidano, il secondo Arzanadolu , che conduce al Gennagentu. Secondo altri la denominazione di Gadoni sarebbe derivata dalle risposte del pastore arzanese ai suoi conterranei, risposte riguardanti il buono stato del suo  bestiame. Nella nuova residenza il pastore rispondeva:" Gaudiu onu" cioè "godo di buona fortuna". La frase locale è ancora in uso. Che Gadoni abbia origine da Arzana è confermato dall'affinità della lingua e 

del costume esistente fra i due paesi.L'abitato primitivo è costituto da abitazioni rudimentali edificate con pietre e fango. A quel primo nucleo dicasupole, disposte a semicerchio come richiedeva la natura del suolo, venne ad aggiungersi, più tardi la parte superiore del paese,"giu e susu" e in seguito la parte centrale "giru de mesu":Per provvedere ai bisogni spirituali degli abitanti fu costruita la chiesetta di S.Pietro, che sorgeva dove ora è sito l'edificio del vecchio Municipio e che fu poi abbattuta interamente nel 1870 perchè abbandonata e crollata.In seguito fu costruita la chiesa di S.Marta, la cui consacrazione risale al 26 Luglio 1512: La terza chiesa costruita a partire dal 1560, fu utilizzata come parrocchia e ampliata nel 1808.E' vero che Gadoni non è citata nei documenti storici del 1388, ma è altrettanto vero che già nella prima metà del 1400 possedeva la chiesetta di S.Pietro, in grado di accogliere più di cinquanta persone. Allo stesso tempo bisogna ricordare che la chiesa più ampia, quella di s.Martavenne costruita agli inizi del 1500. Tutto questo ci permette di stabilire e 
affermare che Gadoni esisteva quasi certamente prima del 1450.Fino al 1832 i frati insegnarono e il modo razionale di coltivare la terra.Di altre due chiesette (1860) dette di S.Gabriele, posta sull'omonimo colle e di S.Nicolò si osservano i ruderi nei colli orientali del paese.solo nel 1869 Gadoni si univa, ampliando una mulattiera, alla strada provinciale che da Laconi ad Ortuabis proseguiva ad attraversare il centro dell'isola e sette anni più tardi aveva la strada da Cossatzu all'abitato.La popolazione dedita alla pastorizia, continuò a procurarsi il grano dal Campidano, utilizzando il cavallo e in seguito il carro per il trasporto.

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